Le fasi della coppia

Secondo una prospettiva psicosociale, stare in un rapporto di coppia segna l’ingresso nella fase di maturità adulta, che si identifica con il nome di “intimità” (Erikson). Le conquiste evolutive di tale passaggio consentono all’individuo di superare il dilemma “solidarietà/isolamento”. In questa fase vi è la scelta adattiva di un’apertura verso l’altro, piuttosto che una chiusura disfunzionale. Le persone condividono la propria vita, fatta di sentimenti, emozioni, successi, difficoltà etc. con qualcun altro.

Eppure non tutti i rapporti sentimentali raggiungono tale maturità. Alcune persone si separano presto, talvolta anche dopo un lungo periodo di fidanzamento.

Perché accade ciò? Quali sono gli elementi che fanno “scoppiare” una coppia? Innanzitutto, analizziamo tutte le fasi della coppia per comprendere pienamente l’evoluzione dei rapporti amorosi.

Quali sono le cinque fasi di un rapporto amoroso?

Tutti conosciamo la fase di innamoramento, fatta perlopiù di idealizzazione del partner che appare per così dire “perfetto” agli occhi dell’altro. Poi c’è una fase di stabilità della coppia, in cui gli individui sperimentano ancora di più la condivisione di diversi vissuti ed esperienze. La coppia diviene più salda, eppure a questo punto subentra una disillusione, che può sfociare in una vera e propria delusione con conseguente separazione della coppia.

Molti si fermano a questa fase, senza sperimentare mai un amore vero e duraturo. Non tutti sanno che l’amore è costituito da 5 fasi: perché molti si fermano alla terza! Le cinque fasi di coppia sono state descritte da Jed Diamond, scrittore e consulente matrimoniale.

Innamoramento

La prima fase è senza dubbio la più idilliaca, in quanto la coppia appare molto unita. Il desiderio di stare insieme fa da padrone. Si entra in uno stato di frenesia e di “felicità senza motivo”. Ogni cosa è speciale se condivisa con la persona amata. Non conta nient’altro e tutto sembra perfetto in questa fase perché visto attraverso le lenti rosa dell’amore. Come ci spieghiamo questo stato d’animo così appagante? Da un lato, c’è l’azione degli ormoni che vengono rilasciati durante la fase di innamoramento: dopamina, ossitocina, serotonina, testosterone e estrogeni.

Diventare una coppia

In questa fase la coppia diviene “salda” e unita, raggiungendo una certa stabilità: i partner condividono sistematicamente i momenti di svago, i progetti, ma anche le difficoltà che possono presentarsi normalmente. Tale fase è caratterizzata da condivisione, stima e accudimento verso l’altro. La vicinanza e l’intimità concorrono a formare un clima di sicurezza e protezione che i partner sperimentano l’uno nei confronti dell’altro. Un ingrediente fondamentale di questa fase è la fiducia, che man mano andrà a rinsaldare questa coppia.

A questo punto il rischio che l’amore diventi “un’abitudine” è molto forte. È la voglia di stare insieme e di condivisione che spinge una coppia verso l’amore maturo, non semplicemente il soddisfacimento di bisogni e interessi personali ed egoistici.

Disillusione

Nella terza fase si scoprono gli altarini, potremmo dire: viene meno l’idealizzazione iniziale e cominciano ad emergere i piccoli difetti dell’altro, cose che inizialmente non avevamo notato, perché presi dall’innamoramento. Si scopre così che l’altro non è perfetto e ben venga, tutto sommato. La disillusione non dovrebbe essere interpretata come una “delusione” o, comunque, come qualcosa di negativo. Disilludersi vuol dire anche fare i conti con la realtà e rimanere con i piedi per terra: in conseguenza di ciò, quando l’amore è maturo, si accettano i piccoli difetti dell’altro e si va avanti insieme, senza sfociare in conflitti inconcludenti e sensi di colpa.

Un altro elemento che viene meno in questa terza fase è forse anche l’unione, quasi “simbiotica”, caratteristica delle prime fasi: ciascun membro della coppia si sente meno “unito” di prima. Ricorda la tappa evolutiva della “differenziazione”: io sono altro da te e esisto a prescindere da te, con un mio modo, con la mia personalità e i miei sentimenti, che non necessariamente devono coincidere. Talvolta è questa “spinta a differenziarsi” dal partner oppure l’autonomia delle proprie scelte a suscitare nell’altro (probabilmente insicuro di sé e del proprio amore) la paura di perdersi. L’angoscia di essere abbandonati dall’altro e la paura di stabilità dall’altra sono tra le cause che conducono le coppie alla separazione.

L’accettazione di sé e dell’altro è la premessa del vero amore: vedere l’altro per com’è realmente, non soltanto il nostro ideale proiettato, è la chiave per superare la terza fase per giungere a quella successiva.

Consapevolezza

La fase della consapevolezza rappresenta il “buon esito” della terza fase: le differenze tra i partner arricchisce e non separa la coppia. All’accettazione si devono accompagnare qualità come comprensione reciproca, stima e rispetto per l’altro. Rispettare l’altro significa che non sento il desiderio di “cambiarlo” per renderlo più simile a me o per avvicinarlo al mio ideale. In quel caso non si tratta di vero amore, ma di mero utilizzo strumentale, potremmo dire, dell’altro: ho bisogno dell’altro perché deve confermare la mia autostima e nutrire il mio ego, non perché amo l’altro. Uno degli esiti negativi di una storia, che riflette il non raggiungimento di questa fase, può essere rappresentato proprio dalla dipendenza affettiva, con il subentrare di dinamiche manipolative nella coppia. Inoltre, in questa fase giocano un ruolo cruciale anche le esperienze familiari di ciascuno: chi è cresciuto in una famiglia disfunzionale, caratterizzata da “relazioni tossiche”, tenderà a ripetere lo stesso “modello” anche nelle sue esperienze sentimentali. In questi casi si tenderà ad incolpare l’altro per la propria insoddisfazione oppure potrebbe manifestarsi una gelosia morbosa che sfocia poi nel possesso e nell’angoscia abbandonica.

Complicità

L’amore vero e duraturo si esplica quando i partner diventano realmente “alleati”. L’accettazione, attraverso la fase della consapevolezza, si è tramutata in stima dell’altro: amo il mio partner per ciò che è e non soltanto perché rispecchia le mie aspettative e asseconda tutti i miei bisogni. La complicità si nutre attraverso tutti quegli ingredienti che abbiamo nominato prima: comprensione reciproca, rispetto dell’altro, fiducia e vicinanza empatica. Superato lo scoglio della terza fase, in cui la coppia approccia le prime difficoltà, a questo punto della storia ritornano i sentimenti di protezione e di sicurezza.

Cambiare insieme

Una volta ribadite le differenze tra i partner, considerate una fonte di arricchimento e di scoperta per la coppia, è possibile sperimentare di nuovo il senso di unione iniziale. Si tratta di un’unione però che non si rifà a uno stato “simbiotico”, un’unione senza oppressione o prevaricazione. Perché l’unione si fonda sui principi e sui valori rafforzati nelle fasi precedenti (fiducia, rispetto, comprensione reciproca). Una coppia è stabile e dinamica allo stesso tempo: stabile in quanto caratterizzata da unione e condivisione delle scelte (nel rispetto delle differenze di opinione); dinamica in quanto flessibile verso gli stravolgimenti che la realtà ci presenta.

Le fasi della coppia e l’importanza del cambiamento

La coppia, così come il singolo individuo, è un sistema aperto, impegnato in un continuo scambio con il contesto in cui è inserito. In un sistema complesso, l’adattamento al contesto è garantito dalle sue capacità di “accomodamento” e di “assimilazione” rispetto alle variabili del contesto. Il cambiamento di un elemento del sistema (ad es. il lavoro del partner) avrà ripercussioni sulle altre componenti. Il cambiamento del singolo influenzerà l’intero sistema di coppia. Per tale ragione, nella fase del cambiamento è importante imparare ad accettare i compromessi per far fronte alle difficoltà oggettive della vita e garantire alla coppia di restare salda nel tempo. Due partner che non si dimostrano in grado di evolversi in armonia con l’altro, bloccano l’avanzamento delle fasi evolutive della coppia. Quando non vengono superate le “crisi” che caratterizzano i passaggi tra le varie fasi è molto probabile che il progetto di coppia sia destinato a interrompersi.

La terapia di coppia può rappresentare un valido aiuto utile proprio a sostenere i partner nell’attraversare questi delicati passaggi evolutivi, così fondamentali per la crescita della relazione.

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