IL TRATTAMENTO DEL SILENZIO: COS’È E COME AFFRONTARLO

Il trattamento del silenzio è una pratica molto comune con la quale si può ferire, manipolare e controllare l’altra persona attraverso il silenzio prolungato.

Quando parliamo di abuso, in genere, pensiamo subito a scene di violenza, ira e aggressivitá. In realtá, ci sono delle forme piú sottili di abuso, e anche molto comuni, che possono creare un vero e proprio trauma emotivo in chi le subisce. Una di queste, è il trattamento del silenzio, una delle tattiche passivo-aggressive piú frustranti con conseguenze devastanti sull’autostima della persona che ne è vittima.

Il trattamento del silenzio, infatti, rende la persona che lo riceve impotente, fino a farla sentire invisibile e abbandonata emotivamente dall’altra persona.

Cos’è il trattamento del silenzio?

Tutti nella vita abbiamo ricevuto o utilizzato il trattamento del silenzio almeno una volta. È tipico dei litigi, in cui una delle parti decide di non rispondere più, chiudere la conversazione, o allontanarsi fisicamente nel bel mezzo di una discussione. Spesso la persona sparisce per poi riapparire come se nulla fosse, senza affrontare la situazione, né scusarsi.

Molte volte, chi utilizza il trattamento del silenzio giustifica il comportamento come un modo per calmare le acque e abbassare il tono della discussione. In realtá, è un vero e proprio abuso emotivo, che provoca nella persona che lo riceve una sensazione di impotenza e in alcuni casi, addirittura, colpa.

L’obiettivo di chi utilizza questo strumento è di ferire, punire e manipolare l’altra persona, che si sente, nella maggior parte dei casi, invisibile e insignificante.

Il trattamento del silenzio è tipico delle persone emotivamente immature. Una madre/padre che utilizza questo trattamento, può suscitare una profonda insicurezza nei suoi figli e creare un vero e proprio trauma emotivo che, se non trattato, li porterá a ripetere la situazione di abuso anche da adulti. Un bambino che subisce il trattamento del silenzio, svilupperá la paura di dire o fare qualcosa di sbagliato e soprattutto di non essere capito. Sará disposto a fare di tutto pur di ricevere uno sguardo d’attenzione e addirittura si attribuirà la colpa di questa indifferenza, chiedendosi “dove ho sbagliato?“.

Questo meccanismo, rende il trattamento del silenzio molto pericoloso, in quanto si tratta di un comportamento difficile da identificare come abuso e facilmente giustificabile da chi lo riceve, soprattutto se si tratta di una persona che è cresciuta in un un contesto di abuso.

Chi lo utilizza?

È innanzitutto importante distinguere tra chi utilizza il silenzio per evitare discussioni futili o conflitti ormai non risolvibili e chi utilizza questa tecnica per punire e manipolare l’altro.

La persona che di solito utilizza il silenzio come arma lo fa per diversi motivi:

– Perchè non ha altri strumenti per rispondere in modo maturo e affrontare la situazione. 

– Crede che l’altra persona non lo ascolti o comunque è convinto che non riuscirá a raggiungere un accordo e quindi utilizza il silenzio per manipolare e far cedere l’altro. É completamente sordo nei confronti  del suo interlocutore e non disposto a cambiare in nessuno modo il suo punto di vista e le sue ragioni. 

– Vuole punire l’altro per aver detto o fatto qualcosa che l’ha infastidito. Spesso, soprattutto nel caso di personalità narcisiste, il trattamento del silenzio si prolunga nonostante le scuse della vittima (leggi qui le caratteristiche delle personalitá narcisiste). In tali situazioni,  il narcisista intende solo disprezzare e affermare la sua superioritá sull’altro e prolungherà il silenzio fino a quando non si sentirà sufficientemente forte.

Quali conseguenze ha il trattamento del silenzio?

Il trattamento del silenzio puó avere delle conseguenze devastanti. Essere ignorati crea una sensazione di impotenza che può portare a dubitare di noi stessi e perdere l’autostima. Ci si sente sbagliati e si inizia a credere di non essere degni dell’affetto, dell’attenzione e del rispetto dell’altro.

Ne scaturiscono cambi di comportamento e umore, stress, depressione, isolamento, con tutti gli effetti fisici che ne conseguono: ansia, nausea, mal di testa, mal di stomaco.

Inoltre, questo comportamento non sarà mai utile alla relazione, al contrario la distruggerà. Uno dei pilastri dei rapporti umani è proprio la comunicazione, il trattamento del silenzio si presenta come una mancanza totale di quest’ultima. La vittima infatti potrebbe o sentirsi colpevole e quindi accettare la sua punizione in silenzio, senza protestare ed esigere un confronto maturo, o credere che il problema sia dell’altro e quindi, in ogni caso, non affrontare il problema.

Come rispondere

Al contrario di come spesso accade, il miglior modo per rispondere al trattamento del silenzio è evitare le suppliche e gli sforzi per rompere questo muro.  Chi utilizza il silenzio infatti, si nutre dei tentativi disperati dell’altro di comunicare, che alimentano solo la dinamica di manipolazione in cui si vive.

La prima risposta dovrebbe essere sempre la ricerca di un dialogo costruttivo, in cui, chi subisce questo trattamento possa comunicare le sue sensazioni all’altro, senza assumersi colpe inesistenti, e marcare un limite chiaro alla situazione, oltre il quale chiudere il rapporto. 

Se, chi utilizza il trattamento del silenzio, non riesce a rispettare tale limite, probabilmente stiamo destinando troppe energie a una persona che non può darci la tranquillitá di cui abbiamo bisogno. Anche  se tutte le relazioni passano per momenti di conflitto, la forma in cui questi vanno risolti non dovrebbe mai essere abusiva.  

La miglior risposta in questi casi è prima di tutto accettare chi si ha di fronte e prenderne le distanze:

Riconoscere l’immaturitá emotiva dell’altra persona e la sua indisponibilitá a instaurare un dialogo, liberandosi così dal senso di colpa e riconoscendo le responsabilitá dell’altro.

 – Distaccarsi. Prendere le distanze aiuterá a riflettere sulla situazione tossica e a maturare la consapevolezza della propria condizione di vittima di abuso, ritrovando poco a poco la stima e il valore ormai calpestati.

Ignorare chi utilizza il silenzio come arma aiuterá a desmotivarlo. Capirà che la sua tattica non sta funzionando e probabilmente l’abbandonerà.

– Ricordarsi che solo possiamo agire sul nostro comportamento e non su quello degli altri, aiuterá a prendere le redini della situazione ed uscirne.

Nel caso in cui non riuscissimo ad uscire dalla situazione tossica, è consigliabile iniziare una psicoterapia tanto per l’abusatore come per l’abusato, per imparare a gestire le proprie emozioni ed azioni, e ritrovare il proprio equilibrio.

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