Il narcisista-dipendente: come riconoscere un partner manipolatore e liberarsene

Il termine narcisista deriva dal mito greco di Narciso: un personaggio molto attraente che rifiuta l’amore di molte donne, per poi ritrovarsi innamorato del suo medesimo riflesso. L’ossessione per la sua immagine lo porterà ad annegare nelle acque del fiume, presso il quale era solito specchiarsi ore e ore.

In psicologia, però, il termine narcisista è ben altro che l’ossessione verso la propria bellezza: esso si riconduce ad un vero e proprio pattern di comportamenti. In base alle caratteristiche individuali, possiamo distinguere due tipologie di soggetti narcisisti:

  • il narcisista grandioso è il pattern più diffuso ed è una persona estroversa, orgogliosa e fiera delle sue qualità; è alla continua ricerca di attenzione e potere, tende a dominare ed a prevaricare gli altri; tendenzialmente è un tipo attraente, il cui modo di comportarsi, la sicurezza ostentata etc. possono suscitare molto fascino e al contempo trarre in inganno; in realtà dietro questa sicurezza di sé potrebbe nascondersi una buona dose di arroganza; il suo obiettivo è realizzare le sue ambizioni, affermando il proprio potere;
  • il narcisista vulnerabile appare più introverso e riservato rispetto al primo tipo, ma ciò non toglie che possa avere un atteggiamento orgoglioso e permaloso; tendenzialmente è una persona molto sensibile alle critiche e alle considerazioni altrui, in quanto vanno ad intaccare la propria immagine perfetta; questa “sensibilità” al giudizio altrui porta il narcisista vulnerabile a sentirsi spesso offeso e minacciato, anche in situazioni oggettivamente diverse.

La relazione sentimentale con un narcisista

In entrambi i casi, il lato oscuro del narcisista viene fuori dopo molto tempo: questo è il motivo per cui molte relazioni sentimentali disfunzionali (o semplicemente infelici) che coinvolgono il narcisista vengono “trascinate” così a lungo nel tempo. Spesso dall’altra parte c’è una personalità dipendente, la quale non riesce a lasciar andare il narcisista o, viceversa, il narcisista può avere a sua volta una dipendenza affettiva.

La persona con una dipendenza affettiva tende a perdonare e giustificare qualsiasi comportamento del partner narcisista, per timore di ritrovarsi da sola e senza amore. In realtà, la relazione sentimentale in cui si è coinvolti e invischiati non ha nulla a che vedere con l’amore: il narcisista instaura relazioni nelle quali egli possa riconfermare il suo dominio e potere sull’altro.

Gli elementi che mantengono in piedi una relazione disfunzionale, basata sulla dipendenza affettiva, sono ricondotti proprio al perfetto “incastro” tra queste due caratteristiche di personalità: narcisismo e dipendenza.

Come il narcisista vede il partner dipendente

Spesso narcisista e dipendente vengono presentate come due tipologie antitetiche (carnefice e vittima) ma in realtà anche il narcisista ha una componente di dipendenza affettiva: il narcisista ha “bisogno” di avere al suo fianco una persona dipendente, fragile, insicura, per poter confermare la propria forza. Il soggetto con personalità narcisista può affermare se stesso all’interno di una relazione con una persona che indirettamente gli va a confermare tutte le sue certezze. È una persona che sostanzialmente non ama mettersi in discussione, tanto meno vuole che lo facciano gli altri, perché ha una modalità di pensiero piuttosto rigida. Il narcisista è molto spesso un abile manipolatore che sa benissimo come ottenere ciò che vuole. La sua arma “vincente” è appunto l’abilità di fare leva sulle debolezze dell’altro.

Potremmo dire che la persona affetta da dipendenza affettiva è il partner “ideale” del narcisista perverso, per tutte le sue caratteristiche:

  • sente che il suo benessere e la sua felicità dipendano dal partner; questo meccanismo fa sì che il dipendente attribuisca al suo compagno (già di per sé forte del proprio valore) un grande potere di controllo su di se; dà all’altro il “potere” di renderlo o meno felice; il proprio benessere dipende letteralmente da un’altra persona e non dalle proprie scelte personali, dalla soddisfazione lavorativa etc. Ovviamente se l’altro ha il potere di renderci felice, ha anche il potere di ferirci pesantemente, perché abbiamo investito intensamente quella persona;
  • di conseguenza, la persona che dipende affettivamente ha paura di essere lasciata dal partner; potremmo dire che si mostra estremamente paziente e accondiscendente, pur di non restare da sola; è convinta che potrà essere felice soltanto in una relazione e tale convinzione è un’ulteriore arma per il narcisista perverso (una delle possibili minacce del narcisista è appunto quella di lasciare la partner, se non si verifica una data condizione);
  • l’angoscia abbandonica del dipendente affettivo è legata ad un intenso bisogno di amore; questo bisogno diviene spesso strumentalizzato dal narcisista per ricattare emotivamente la sua partner;
  • la persona dipendente, proprio in virtù di questo super-investimento nella relazione e nel proprio partner, mette in risalto le qualità del partner; giustifica e perdona, accetta il partner così com’è, sopportando tradimenti, litigi etc. Tale atteggiamento, naturalmente, è “vantaggio” del narcisista, che si vede riconfermato come partner ideale, nonostante i suoi difetti e i suoi errori;
  • perdonando l’altro, il dipendente affettivo attribuisce la colpa a sé stesso; a differenza del narcisista, il dipendente mette continuamente in discussione i propri comportamenti (perché mi tratta così? dove ho sbagliato?) arrivando magari ad ammettere errori che non esistono.

Tutti questi punti di fragilità, tornano ancora una volta a favore del soggetto narcisista, che non avrà bisogno di interrogarsi sul proprio comportamento se dall’altra parte c’è una persona da colpevolizzare, che attribuisce un grande valore alla storia e al proprio partner, bisognosa di affetto e “incapace” di sentirsi felice da sola.

Come il dipendente vede il suo partner narcisista

All’inizio di una relazione amorosa, così come nella fase di innamoramento, l’altro è visto sempre nella sua accezione positiva: vengono valorizzati i suoi punti di forza e le sue qualità migliori. Non si intravede alcun difetto nel partner, che appare quasi come “perfetto”, perché lo abbiamo idealizzato dentro di noi. Il lato oscuro del narcisista viene fuori soltanto dopo molto tempo, quando ormai la compagna è già sufficientemente invischiata nel rapporto e intrappolata nella sua dipendenza affettiva.

La personalità narcisista ha indubbiamente il suo “fascino”, in quanto potremmo dire che ha tutto ciò che manca alla dipendente affettiva: è sicuro di sé, ha un carattere forte e deciso, sa quello che vuole e come ottenerlo, è ambizioso, è un leader; appare come una persona vincente e di successo etc. Sono caratteristiche che senz’altro “fanno gola” ad una persona con dipendenza affettiva e che suscitano la sua attrazione e ammirazione. Tuttavia anche i soggetti narcisisti hanno le loro fragilità, in particolare quando la loro prevaricazione e “superiorità” sfocia poi in forma di violenza. Il comportamento violento non è altro che la manifestazione esternalizzata di un intenso disagio sottostante.

La personalità dipendente, nel suo profondo, sa che il partner condivide con lei il bisogno di affetto, di sentirsi riconfermato del proprio valore; proprio per questo, le due personalità “si nutrono” a vicenda e intrecciano relazioni durature anche se sofferte. Colui che ha una dipendenza affettiva vede il proprio partner narcisista come una persona con le proprie fragilità nascoste e resta con lui con l’intento di “aiutarlo a cambiare”. Diciamo che il dipendente ripone una grande fiducia nel cambiamento e a un livello più inconscio crede fermamente di essere lui stesso la chiave di quel cambiamento. Tuttavia si renderà conto troppo tardi che nessuno in realtà ha il “potere” di cambiare qualcun altro. Non spetta al partner “curare” le ferite narcisistiche del proprio compagno/a, non al costo di subire ricatti emotivi, minacce e altre manifestazioni di abuso psicologico.

Come gestire un partner narcisista

Per gestire la relazione con un soggetto narcisista è necessario sviluppare strategie di comunicazione efficace e un atteggiamento assertivo. È importante riconoscere i comportamenti caratteristici del narcisista, osservarli e comprendere il perché di quei comportamenti. Se sappiamo cosa spinge un soggetto narcisista a mettere in atto dati comportamenti, saremo anche in grado di prevederli e affrontarli in maniera adeguata. Innanzitutto, occorre ricordare che la “perfezione” che vediamo nel narcisista non è altro che una sua ostentazione o una nostra proiezione: anche i narcisisti hanno i loro punti deboli, hanno solo una maggiore abilità nell’occultarli. Non bisogna cedere all’infatuazione che abbiamo verso una persona, ma mantenere la lucidità e considerare i fatti in maniera oggettiva.

  • Impara a dire di no.

Non assecondare il partner nelle sue richieste di controllo per timore di perderlo. Impariamo piuttosto a far valere le nostre ragioni e soprattutto ciò che noi realmente vogliamo. Il partner del narcisista tende a sopportare i comportamenti nocivi del narcisista, pur di mantenere salda la relazione. In realtà, se non ci si oppone ai soprusi e se non si ristabilisce un equilibrio di “potere” nella coppia, non è una relazione sentimentale corrisposta: si tramuta in una relazione che il narcisista ha con sé stesso. L’altro per il narcisista è importante nella misura in cui gli conferma il proprio dominio e non viene riconosciuto come partner sentimentale.

  • Non mostrare paura

Il soggetto narcisista si fa forte della paura e del timore che è in grado di incutere al partner. Per tale motivo occorre dimostrargli che non abbiamo paura e non dobbiamo cedere alle sue minacce. Non rispondere alle provocazioni e mantenere la calma, renderà i suoi comportamenti “inconsistenti”. Se il narcisista non trova “soddisfazione” ai suoi comportamenti, potrebbe anche non metterli più in atto. Tuttavia, non bisogna mai abbassare la guardia, perché potrebbe semplicemente sostituire offese e minacce con altra tipologia di comportamento nocivo.

  • Abbi cura di te e dei tuoi bisogni

Il narcisista è animato dalla convinzione di essere unico e speciale, come se il mondo girasse intorno a lui. Il partner del narcisista dovrebbe fare in modo di “smontare” un po’ questa convinzione per farlo tornare con i piedi per terra. A prescindere dalla tipologia di partner o dalla relazione sentimentale, ciascun membro della coppia dovrebbe avere delle priorità individuali e una propria indipendenza.

  • Non isolarti

La vita di ciascuno di noi non si esaurisce nella coppia: ogni persona ha altri rapporti interpersonali (amicizie, famiglie d’origine) oltre al partner; ha una vita lavorativa, hobby, passioni e bisogni personali che non necessariamente devono coinvolgere il partner. Chi vi chiede di rinunciare a queste cose “per amore” è il segno che non vi ama, ma vuole semplicemente avere il controllo della vostra vita.

  • Chiedi aiuto ad un professionista

Non sempre si riesce a gestire una relazione con un partner narcisista, anche mettendo in atto queste strategie. Quando la pressione diventa insopportabile, la prevaricazione si manifesta in violenza e non vedi una via d’uscita, chiedi un consulto psicologico o rivolgiti ad un centro anti-violenza. Il confronto con un professionista ti aiuterà a riconoscere i meccanismi sottostanti ad una relazione disfunzionale. Lo psicologo ti guiderà nel processo e ti aiuterà ad uscire da una relazione che ormai è soltanto fonte di sofferenza.

Ancorarsi al ruolo di “vittima” ci impedisce di apprendere dalle esperienze, anche negative. La chiave è agevolare lo sviluppo di una nuova visione del problema con l’obiettivo di responsabilizzarsi rispetto alle proprie scelte: presupposti indispensabili per il cambiamento e il raggiungimento di un maggior benessere.

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