Cosa sono gli attacchi di panico e come uscirne

Gli attacchi di panico rientrano nella sintomatologia dei disturbi d’ansia, sempre più diffusi a seguito del lockdown. Hanno un carattere invalidante e sono connessi a condotte di evitamento, indirettamente rinforzate dalle misure restrittive da adottare in seguito ai vari DPCM che si sono susseguiti da maggio 2020. Chi soffre di ansia e attacchi di panico, infatti, tende a rinunciare a determinate situazioni “ansiogene” per timore di un nuovo attacco. Lo stress dovuto all’emergenza sanitaria in atto non ha fatto altro che aumentare i sintomi ansiosi.

La paura di ammalarsi di COVID-19 o di contagiare i propri cari è un sentimento che può far scattare sintomi di ansia e isolamento sociale. Inoltre, l’attacco di panico si manifesta in primis come sensazione di soffocamento, mancanza d’aria… facilmente associabile alla crisi respiratoria che è un sintomo-chiave del COVID-19. In altre parole, chi soffre di ansia e attacchi di panico, in particolare sul versante della paura della malattia, quest’anno può aver segnalato un aggravamento di questa sintomatologia. Inoltre, dal 2020 nel corso dell’emergenza COVID, i sintomi legati ad ansia e attacchi di panico sono aumentati e comparsi per la prima volta in numerosi soggetti.

Come si manifesta un attacco di panico

I sintomi principali degli attacchi di panico sono: tachicardia, tremore, sudorazione, pallore, paura intensa di morire, di impazzire o di perdere il controllo. A differenza dell’ansia generalizzata (che è solitamente lieve, ma costante e duratura nel tempo) gli attacchi di panico sono di breve durata, ma molto intensi e terrorizzanti. Solitamente si presentano in maniera improvvisa, senza alcun collegamento razionale con la situazione contingente. Tuttavia, il primo attacco di panico (descritto come il più terribile dal punto di vista dell’esperienza soggettiva) innesca un circolo vizioso, per cui è la paura stessa del panico a provocare l’ennesimo attacco, dando il via ad una sorta di “reazione a catena”.

La paura è una delle emozioni di base e in quanto tale ha una funzione adattiva. In particolare, essa ci segnala situazioni di pericolo e ci mette in guardia, preparando la risposta comportamentale adeguata. Tuttavia, in casi specifici oppure quando le persone sono più vulnerabili queste emozioni sono enfatizzate e prendono il sopravvento, impedendo una risposta adattiva. Queste esperienze restano impresse dentro di noi, insieme alla sensazione di impotenza.

Le cause degli attacchi di panico

Chi soffre di attacchi di panico, difficilmente è in grado di darsi una spiegazione: il panico infatti è una reazione improvvisa e non sempre “giustificata” da elementi razionali e circostanze reali. A differenza delle fobie, gli attacchi di panico non sono legate ad un oggetto specifico o ad una situazione in particolare, ma possono verificarsi improvvisamente.

Come nel caso di altri sintomi, anche l’attacco di panico potrebbe ricollegarsi ad una situazione passata che si ripresenta nel presente. In psicoanalisi, tale fenomeno è chiamato “coazione a ripetere”: un trauma non elaborato in passato potrebbe essere alla base degli attacchi di panico attuali. In ogni caso, il sintomo è un segnale del corpo e della mente che va accolto e interpretato al fine di poter agire e superare il disturbo.

Trattamenti per gli attacchi di panico

Ansia e attacchi di panico sono curati mediante la psicoterapia, una tecnica fondata sull’ascolto attivo e mirata a “indagare” i meccanismi sottostanti il sintomo, come i significati profondi ad esso collegati.

Altri approcci terapeutici fanno leva invece sulla capacità delle persone di “riconoscere i segnali” di un attacco di panico, al fine di prevenirlo o quanto meno gestirlo. A tale scopo esistono tecniche specifiche che aiutano a prevedere, contrastare e infine controllare le crisi di panico. Le tecniche di autocontrollo si basano sull’apprendimento di tecniche di respirazione lenta e di rilassamento muscolare. Anche il training autogeno rappresenta un valido aiuto per le persone che soffrono di ansia e attacchi di panico, in quanto favorisce il rilassamento e il benessere psico-fisico.

Talvolta, si rende necessario anche un trattamento farmacologico, nei casi maggiormente gravi. Tuttavia, l’approccio ideale è quello integrato, che prevede sedute periodiche di psicoterapia unitamente alla somministrazione di psicofarmaci (ansiolitici). Cercare di dare un senso all’esperienza vissuta, facilita il rientro della sintomatologia ansiosa, con effetti positivi a lungo termine. Pertanto si consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista esperto in disturbi di ansia e attacchi di panico.

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