Legame di attaccamento e relazioni in età adulta

Il tipo di legame che si instaura tra genitori e figli influenza le relazioni sociali e sentimentali successive. Per comprendere in che modo ciò avviene, è opportuno cominciare dalla teoria dell’attaccamento di John Bowlby.

Lo psicoanalista inglese ha studiato le relazioni tra bambino e caregiver fin dalle prime fasi. Nel periodo dell’allattamento si sviluppa un legame speciale tra madre e figlio, denominato “legame di attaccamento“. Esso è caratterizzato da dipendenza, in quanto il neonato letteralmente dipende dalle cure materne. Il bambino ha una tendenza innata a sviluppare dei modelli comportamentali volti a richiamare l’attenzione dell’adulto: il pianto, ad esempio è uno di questi. Allo stesso modo, anche l’adulto è predisposto a prendersi cura dei bambini, alo scopo di proteggere gli individui della propria specie.

Affinché il genitore possa riconoscere e rispondere adeguatamente ai bisogni del bambino, egli mette in atto dei comportamenti in grado di sollecitare la sua vicinanza. Il rapporto genitore-figlio è scandito da queste interazioni che culminano con il soddisfacimento del bisogno espresso.

Se il bambino riceve cure e risposte adeguate, il suo sé avrà una “base sicura” da cui strutturarsi. Al contrario, situazioni di trascuratezza, maltrattamento o addirittura abusi sono all’origine dello sviluppo di disturbi psicopatologici futuri da parte del bambino.

Gli stili di attaccamento

Mary Ainsworth, collaboratrice di Bowlby, ha condotto una ricerca basata sull’osservazione delle reazioni di bambini piccoli all’allontanamento dalla figura genitoriale. Grazie a queste osservazioni, la studiosa ha individuato quattro tipologie di legami di attaccamento:

  • sicuro: il bambino sperimenta sicurezza e protezione, pur continuando ad esplorare l’ambiente nuovo in cui si trova; all’allontanamento della madre, il bambino appare inizialmente turbato dalla presenza della persona estranea, ma al ritorno della madre, egli si tranquillizza e si lascia consolare da lei. In questo tipo di legame prevale il sentimento di fiducia nei confronti della figura genitoriale e dunque del mondo esterno: la madre esce, ma il bambino si aspetta che ritornerà da un momento all’altro e ha fiducia di questo; di conseguenza si sente tranquillo, libero di esplorare e socializzare;
  • insicuro-evitante: il bambino esplora l’ambiente nuovo, ma appare indifferente e distante nei confronti del caregiver; al momento della separazione, egli non manifesta i classici segnali di angoscia per l’allontanamento della figura di riferimento, non piange e non lo cerca. In questo caso, il bambino si sente rifiutato dal genitore, per cui ha smesso di manifestare i suoi comportamenti per richiamare la sua attenzione, non chiede aiuto e non cerca la sua presenza. In altre parole, è come se il bambino avesse “imparato” a fare da solo, a non manifestare i suoi bisogni, perché “sa” che non saranno accolti. Non attendendosi risposte, non chiede nulla.
  • insicuro-ambivalente: il bambino appare ambivalente nei confronti del caregiver, in quanto lo cerca e lo evita a seconda delle situazioni; piange in reazione all’allontanamento del genitori, ma al suo ritorno continua a disperarsi ed è inconsolabile. In questo tipo di attaccamento, il bambino ha sperimentato esperienze di abbandono o di separazione prolungata (si pensi ad es. ad un’ospedalizzazione) in cui il caregiver non era disponibile. In conseguenza, il bambino ha un atteggiamento ansioso e insicuro, in quanto riconosce il bisogno della figura di attaccamento, ma non ha totalmente fiducia in lei.
  • disorganizzato: il bambino appare disorientato e mette in atto comportamenti stereotipati in presenza del caregiver; in situazione di separazione, appare confuso e sorpreso dalla sua assenza, ma non manifesta ricerca di vicinanza.

Tipologie di attaccamento e conseguenze in età adulta

Studi di ricerca più recenti si sono focalizzati su quali effetti dal punto di vista relazionale ed emotivo hanno suscitato i vari tipi di attaccamento. A tal proposito, Mary Main ha analizzato gli stili di attaccamento di soggetti adulti, mediante un’intervista ad hoc, chiamata “Adult Attachement Interview“. Questa intervista valutava ricordi generali e specifici dell’infanzia, al fine di ricavare i loro modelli operativi interni.

I modelli operativi interni sono schemi comportamentali che si sviluppano fin dalle prime interazioni con il caregiver. Tali schemi orientano le persone in relazione al mondo esterno e consentono loro di interpretare la realtà. Sulla base delle aspettative che si sono create, sollecitate anche da esperienze significative precedenti, le persone mettono in atto i propri comportamenti e sviluppano determinati atteggiamenti.

Sulla base di queste ricerche, gli attaccamenti degli adulti sono stati suddivisi in quattro categorie:

  • sicuro: le persone sono aperti alle esperienze e al mondo, non appaiono sulla difensiva; hanno fiducia negli altri e vivono le relazioni in modo soddisfacente;
  • distanziato: le persone non hanno molti ricordi della propria infanzia e non danno molta importanza alle relazioni; appaiono spesso sulla difensiva;
  • preoccupato: preoccupazioni, incoerenza e conflitto
  • non risolto: in passato si sono verificati abusi e traumi non risolti

Attaccamento e amore

A partire da questi stili di attaccamento negli adulti sono stati individuati alcuni atteggiamenti nelle coppie, che prendono in esame soprattutto l’immagine di sé e l’atteggiamento nei confronti degli altri:

  • sicuro: la persona ha un’immagine positiva di sé e dell’altro, vive relazioni autentiche, alla cui base c’è la fiducia nell’altro; si sente a proprio agio nell’intimità con l’altro.
  • ansioso-preoccupato: la persona ha un’immagine negativa di sé, ma positiva dell’altro, in cui ripone molte aspettative; la componente emotiva-affettiva è prevalente, ma mancando i sentimenti di sicurezza e fiducia, possono innescarsi meccanismi di dipendenza affettiva;
  • distanziante-evitante: la persona ha un’immagine di sé positiva, ma l’immagine dell’altro è negativa; non ha sviluppato uno stile di attaccamento; è incapace di entrare in intimità con l’altro, pertanto rifugge dalle relazioni;
  • timoroso-evitante: la persona ha un’immagine di sé e dell’altro negative; il suo stile di attaccamento si basa sull’insicurezza e sulla sfiducia, pertanto è ambivalente nelle relazioni; spesso finisce per reprimere emozioni e sentimenti per il timore di essere ferito nuovamente.

E’ possibile che questi stili di attaccamento si presentino nelle relazioni sentimentali nella totale inconsapevolezza dei soggetti che li mettono in atto, definendo così la tipologia di rapporto in modo aprioristico. E’ quindi frequente che, in diverse relazioni, si mettano inconsciamente in atto gli stessi schemi e le stesse dinamiche, impostando relazioni diverse in modalità profondamente identiche.

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