Il fascino del male: Ted Bundy e l’attrazione per i serial killer

«Noi serial killer siamo i vostri figli, i vostri mariti, siamo ovunque»

Ted Bundy

Ultimamente ho visto al cinema il film Ted Bundy – Fascino criminale, che racconta la storia del famoso serial killer (si stima che abbia ucciso tra le 30 e le 50 donne) e in particolare del suo rapporto con la storica compagna. La cosa che colpisce nel guardare questo film è la normalità con cui persone molto disturbate e pericolose possano condurre la loro vita, addirittura nel caso di Ted Bundy egli appare come un individuo intelligente e carismatico, ritenuto da molti persino affascinante.

Zac Efron interpreta Ted Bundy nel film “Ted Bundy – Fascino Criminale”

Nel film di Joe Berlinger non viene approfondita la storia psicologica del serial killer quanto le sue modalità di relazionarsi agli altri, e le reazioni delle persone che venivano in contatto con una personalità così forte. Infatti Ted Bundy viene ricordato per il suo grande carisma che affascinò persino l’opinione pubblica, e per la miriade di donne che ne erano fortemente attratte.

La parafilia: ibristofilia

Ma come si può spiegare psicologicamente il sentimento di attrazione per una persona così disturbata e pericolosa? In psicologia c’è un termine, l’ibristofilia, utilizzato per indicare un tipo di parafilia (=comportamenti sessuali atipici per i quali il soggetto sente una forte e persistente eccitazione sessuale). Per soggetti che presentano questa parafilia, l’attrazione sessuale è diretta verso qualcuno che ha commesso un atto illegale, parliamo di veri e propri crimini, anche efferati, quali omicidio, pedofilia, stupro e rapina a mano armata.

Com’è noto molti famosi detenuti, anche rei di aver commesso i peggiori crimini, sono addirittura sostenuti da fan club e ricevono lettere piene di apprezzamenti da ammiratori. Talvolta si sono verificati anche matrimoni celebrati in carcere.

Sono diverse le motivazioni emerse da alcuni studi e colloqui clinici effettuati su donne che hanno mostrato interesse e che hanno consapevolmente frequentato criminali pericolosi:

  1. Sindrome da Crocerossina: la missione di poter redimere un uomo disturbato e problematico.
  2. Processi di identificazione e manie di protagonismo: bisogno di ottenere riconoscimento tramite la vicenda e la fama del partner (es. sperare di finire in un film o in un libro).
  3. Evitamento della realtà e dell’amore fisico: chi sceglie un partner detenuto o con un’alta probabilità di esserlo cerca una fuga dalla realtà desiderando un amore lontano dalle incombenze della quotidianità.
  4. Attrazione per le figure dominanti: secondo la psicologia evoluzionista, il bisogno di essere dominati e protetti sarebbe una possibile causa del fascino provato da alcune donne verso i serial killer (vissuto evidentemente paradossale dato che a livello conscio esse sono consapevoli della pericolosità di questi individui).

Sicuramente alla base di questi meccanismi ci sono personalità molto fragili, ciò non toglie che il fenomeno sia molto più diffuso di ciò che si pensi, ad esempio nel caso di Ted Bundy il tribunale era puntualmente pieno di fan in delirio per lui.

In ogni caso alla base di questi meccanismi psicologici emerge una profonda incapacità di creare relazioni sane e positive e un’insicurezza di se e del proprio ruolo di partner tale da poter addirittura trasformare una semplice attrazione in una relazione profondamente pericolosa.

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